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martedì 24 novembre 2009
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MERCATO DEGLI UCCELLI DI BALLARO' PDF Stampa
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venerdì 21 settembre 2007
SCHEDA SUL MERCATO DEGLI UCCELLI DI BALLARO’

 


IL MERCATO DI FAUNA SELVATICA PROTETTA DI BALLARO’

 


Tra le vie Grasso, Mira e Case Nuove, fin dalle prime ore dell’alba, numerosi uccellatori espongono il frutto delle loro razzie. All’interno di misere gabbiette vengono stipati migliaia di piccoli uccelli canori teoricamente protetti dalla legge. Il numero dei bracconieri varia, nei diversi mesi dell’anno, da un minimo di dieci fino a venti-trenta gruppi nei due periodi di maggiori catture compresi tra i mesi di aprile e giungo e tra quelli di novembre e febbraio. Gli acquirenti sono centinaia. Si tratta soprattutto di ornicoltori (allevatori di uccelli canori), singoli acquirenti e rivenditori che trasferiranno gli animali nel retrobottega di qualche negozio di animali. Ballarò non è a Palermo l’unico “porto franco”, ma è sicuramente il più fornito ed organizzato. Singoli venditori possono a volte essere presenti nei mercati rionali itineranti, all’entrata del popolare mercato del Capo e nei pressi della piazza di Cruillas. Postazioni di cattura sono state fino ad oggi individuate sul Monte pellegrino, Vergine Maria-Addaura, Capo Gallo, Contrada Inserra, Giacalone, Isola delle Femmine-Italcementi, Partitico, San Giuseppe Jato, Monte Saraceno-Carini.
Si tratta però di piccoli bracconieri che tentano di ritagliarsi  piccole fette di mercato. Catturare centinaia di cardellini o altri uccelli per il mercato domenicale degli uccellatori di Ballarò, è cosa da professionisti, palermitani e di altre province.  Ballarò è la vera industria della illegalità dove è possibile infrangere la legge alla luce del sole. La sicurezza del luogo consiste anche nell’essere fuori dai circuiti della normale comunicazione. Se il Capo e la Vucciria sono visitati dai turisti, a Ballarò si acquista per un euro una gallina da scannare e cucinare per il brodo. Ornicoltori o  macellai possono tranquillamente acquistare uno dei pony che fino alla domenica antecedente accompagnavano i bambini durante le passeggiate nelle ville pubbliche del centro città. Nel mercato infatti, non si acquistano solo animali selvatici, ma anche conigli, galline, cavallini, papere. Il pezzo forte però sono gli uccelli selvatici e, tra questi, il cardellino venduto in non meno di 100.000 individui l’anno. A questi si devono aggiungere fringuelli, verdoni, verzellini, ma anche rare tartarughe.
La cattura degli uccelli avviene con l’ausilio di reti a scatto. Vengono sistemate nei pressi di un’esca, in genere fornita dal richiamano emesso da un uccellino, cibo, o un gocciolio di acqua. L’uccellatore attende l’arrivo delle vittime e solo quando si sono posati più stormi, fa scattare la rete. Per attirali può essere altresì utile una copertura di  essenze vegetali dei cui semi gli animali solo ghiotti, oppure un uccellino precedentemente catturato che funge da richiamo vivo. Quest’ultimo può essere stato accecato o, come rivenuto  dai Carabinieri di Marsala, infilzato ad un amo da pesca a sua volta legata ad una lenza che viene strattonata dall’uccellatore nascosto dietro un riparo.
In un solo momento, a Ballarò,  vengono infrante una decina di disposizioni di legge. Nei casi più gravi, poi, i cardellini finiscono accecati. Per una diceria popolare, frutto di ignoranza e crudeltà, gli animali accecati, cantano meglio. Vengono venduti anche i “nuvidduna” nidiacei catturati dal nido. Il prezzo base è di dieci euro ad animale ma gli individui con discreto canto possono comunemente superare i 70-100 euro fino a raggiungere quotazioni ben più elevate per singole contrattazioni relative ad individui ritenuti più pregiati. Le condizioni nelle quali gli animali vengono costretti alla cattività, sono aberranti. Centinaia di piccoli uccelli catturati in natura, vengono stipati in piccole gabbie di legno. Sono volutamente molto basse; raramente superano i 15 centimetri di altezza. In tale maniera si offre minore superficie dove i terrorizzati piccoli animali possono ferirsi o rovinare il piumaggio nel disperato tentativo di scappare. A fine giornata arrivano gli sconti e per quelli malandati o morenti, un deciso colpo di pollice sul petto. Provvederà poi l’Amia.
LA LEGGE VIOLATA A BALLARO’

 


L’uccellagione, secondo la Legge 157/92, è la cattura di piccoli uccelli con mezzi vietati (reti, vischio e colle, trappole etc..) E’ considerata uccellagione anche la raccolta di nidiacei. L’uccellagione è per la legge un reato.
A Ballaro’ vengono venduti sia animali selvatici che, in minor misura, domestici. In entrambi i casi, nella tipologia detentiva messa in atto dagli uccellatori, è riscontrabile  il reato di maltrattamento di animali mentre diversi reati si riscontrano nel caso di animali di cattura o da cortile.

 


La legge sulla caccia: la fauna selvatica è considerata dalla legge italiana (L. 11.02.92, n. 157) come “patrimonio indisponibile dello Stato”. Il regime di protezione così disposto, discende dall’applicazione delle Direttive dell’Unione Europea ed in particolare dalla Direttiva 79/409/CEE (recepita con L. 157/92) sugli uccelli selvatici e la Convenzione di Berna del 19.09.79 sulla vita selvatica (recepita con L. 503 del 1981).

 


La Legge 157/92, oltre all’uccellagione,  vieta:
la cattura di piccoli dal nido (presente a Ballarò);
la vendita, la detenzione, l’acquisto di uccelli selvatici (presente a Ballarò).
E’ inoltre prevista sanzione penale, nel caso presenza di più di cinque individui protetti, come cardellini, verzellini, fanelli, tutti venduti fino ad un migliaio ogni domenica mattina.

 


La vendita di animali domestici. Polli, conigli, piccioni, anatre e oche dovrebbero essere registrati presso il Servizio Veterinario competente per zona, secondo quanto disposto dal Decreto Legislativo 336 del 1999.

 


Maltrattamento di animali: la Legge n. 189 del 20.07.04 recante “disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento di animali” punisce con la reclusione da tre mesi ad anno e la multa da 3.000 euro a 15.000 euro chi, come gli uccellatori di Ballarò, sottopone gli animali a fatiche insopportabili per le loro caratteristiche etologiche.
Altre violazioni di legge: Inutile aggiungere che la vendita a Ballarò, sia per gli animali selvatici che per i domestici, avviene senza alcun controllo sanitario, senza aver adempiuto ad alcun obbligo fiscale e senza ottemperare alle disposizioni in materia di occupazione del suolo pubblico.

 

COME SMANTELLARE IL MERCATO ILLEGALE DEGLI UCCELLATORI DI BALLARO’

 


Il mercato degli uccellatori non è solo un luogo ove vengono maltrattati degli animali, ma è anche  un problema di Ordine Pubblico. Solo in questa maniera può essere  definito un posto dove alla luce del sole  vengono compiuti numerosi reati, alcuni dei quali puniti con la reclusione. Se non è un problema di ordine pubblico Ballarò può essere solo l’ufficiale abdicazione dello Stato genuflesso ad una illegalità premiata dalla indifferenza di chi, amministratore, dovrebbe prevedere al costante presidio domenicale della piazza e la creazione di un Corpo speciale (in seno alla Polizia Municipale) che si occupi specificatamente dei reati commessi ai danni degli animali. L’attuazione di quest’ultimo più ampio provvedimento non risponderebbe all’esclusiva richiesta di singoli cittadini, ma bensì da un’esigenza di civiltà ben rappresentata in altre grandi città. Per ritornare al mercato di Ballarò, basti considerare il successo riscontrato dall’iniziativa promossa del Vice Presidente Vicario dal Consiglio Comunale di Palermo Giuseppe Apprendi e dalla LAV ; in pochi giorni oltre tremila cittadini hanno risposto all’appello, firmando la cartolina rivolta al Sindaco di Palermo Diego Cammarata ove si chiede il presidio costante della Piazza di Ballarò, occupata ogni domenica mattina da centinaia di persone che operano una attività commerciale basata sulla vita di decine di migliaia di animali e sulla illegalità.
Uso consentito citando la fonte: LAV – Delegazione Palermo, 2004

 

 
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